Stabilizzazione in situ

Stabilizzazione in situ

Stabilizzazione in situ

Le stabilizzazioni in situ possono essere stabilizzazioni a calce o a cemento e sono eseguite con macchinari specifici.
Questa tecnica ha la finalità di migliorare le caratteristiche meccaniche di materiali che non presentano qualità adeguate all’utilizzo previsto.

 

Stabilizzazione a calce

Quando è utilizzata la stabilizzazione a calce?
La tecnica della stabilizzazione in situ a calce è utilizzata in caso di terre incoerenti o poco portanti. Sfrutta, infatti, l’interazione tra il legante e le particelle umide dell’argilla comportando un indurimento dell’impasto. Di conseguenza, incrementa la portanza del piano trattato.

La stabilizzazione a calce avviene, generalmente, su strade di campagna, su piani di posa dei rilevati stradali e su aree destinate a urbanizzazioni e/o nuove costruzioni.

Stabilizzazione a cemento

La tecnica della stabilizzazione a cemento è utilizzata principalmente per i seguenti motivi.
1- Migliorare la capacità portante di fondazioni stradali instabili
2 – Migliorare la qualità e la conseguente classificazione dei materiali.

Stabilizzazione in situ a calce e cemento

Le due tecniche di stabilizzazione descritte in precedenza possono essere combinate.
Per esempio stabilizzando a calce per 40/50 cm un piano di posa con componenti limo-argillose e successivamente intervenendo sullo strato più superficiale per 20/30 cm con la stabilizzazione a cemento.

La stabilizzazione ha, in ogni caso, necessità di uno studio preliminare in laboratorio. Questo passaggio è fondamentale per definire il quantitativo corretto di calce o cemento da miscelare con il terreno e la relativa percentuale di acqua da aggiungere in fase di lavorazione.

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Stabilizzazione a calce
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